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E suggerisce anche Teolo con la sua vista e una capatina alla trattoria Ballotta per provare il ragù d'anatra. Altra terrazza magnifica a Rovolon.

E qui non si possono mancare i bigoli in tutte le salse Da Lino. La visita ai colli si trasforma in un viaggio goloso nelle celebri cantine - Vignalta per prima -, per degustare Merlot e Pinot con formaggi e salumi.

Non propriamente light, ma decisamente appaganti. E a 20 minuti c'è Padova, con tutti i suoi tesori di arte e storia. L'acqua proviene dai bacini incontaminati dei Monti Lessini, nelle Prealpi, e defluisce nel sottosuolo attraverso la roccia calcarea, arrivando fino a una profondità di 2 mila 3 mila metri.

Negli alberghi L'acqua sgorga dai pozzi degli stabilimenti termali a una temperatura di 87 gradi e viene fatta defluire nelle vasche unita all'argilla. Giovani laureati in grado di progettare app per ambienti chiusi o strumenti per diagnosticare l'Alzheimer Nel decennio la strategia fondata su risorse di piccolo taglio per grandi platee di innovatori - Ora fondi Ue non ancora spesi Mariano Maugeri Quelli con una marcia in più, quelli con una laurea in tasca made in Puglia , quelli nati con la doppia elica nativi digitali con il ber- noccolo dell'autoimprenditorialità , quelli che "la startup è mia e me la gestisco io", quelli incensati a New Delhi, Mosca e San Francisco ma sconosciuti a Milano e Roma, quelli che non intendono arrendersi perché hanno ancora "molta fame di successo", quelli che se ne stanno dodici ore al giorno appiccicati ai loro computer in uffici appena più grandi di uno sgabuzzino.

Di "quelli che" la Puglia tracima e Annibale D'Elia è stato il suo profeta. In principio fu "Spiriti bollenti", un marchio-manifesto: Per i vendoliani l'innovazione andava intesa in senso lato. Pure le associazioni e le coop che lavorano nelle periferie sono innovazione sociale.

Il duo d'attacco è formato da Guglielmo Minervini, ex assessore regionale alle Politiche sociali, e il suo braccio operativo, Annibale D'Elia. La strategia è semplice: Altro tassello di quella stagione: I frutti sono copiosi. E noi non entreremo nella polemica sul tasso di mortalità di queste imprese, fisiologicamente molto elevato.

L'obiettivo era l'animazione sociale dal basso, di cui l'innovazione in senso stretto rappresentava solo un tassello. Un approccio "movimentista", quello vendoliano, stroncato dalla Emilianoeconomics. Il nuovo governatore ha seguito un approccio più tradizionale: Ovvio che il viaggio tra le startup e gli spin off pugliesi risenta in modo determinante delle politiche di questo ultimo decennio.

Con un vuoto pericoloso che siè creato negli ultimi due anni. Dei fondi miliardari del Por , di cui almeno 2,5 miliardi sono destinati all'innovazione, non è stato ancora speso un centesimo per ammissione dello stesso La Forgia.

Il testimonial perfetto della via pugliese all'innovazione è Domenico Colucci, 26 anni di Noci, in provincia di Bari: La scintilla che fa nascere Nextome scocca alla Rinascente di Milano. Un amico e socio di Domenico prende un caffè al bar del piano sotterraneo e di colpo ha bisogno di una toilette. La ricerca, laboriosissima, finisce al settimo piano. Ora tra i suoi clienti ci sono la Fca di Marchione e gli Aeroporti di Roma.

Matteo Serra è un ragazzo ventinovenne di Lecce con laureae master in Scienza della comunicazione. La sua coop si chiama Pazlab. Insieme ai soci decide di acquistare una stampante 3D, una specie di lampada di Aladino dei nostri giorni.

Scoprono che online si vende anche il kit, con i pezzi da assemblare. Lo comprano e in due settimane lo montano. Il passo successivo è naturale: Quelli della "Coop sei tu" accettano di esporne due, uno a Modena e l'altro a Bari al prezzo di euro.

Ma il salto avviene visitando l'Istituto tecnico industriale Righi di Taranto, per decenni fucina di tecnici dell'Ilva. Ora l'Ilva è in crisi nera e per questi ragazzi trovare lavoro sarà dura. Matteo e i suoi soci, d'accordo con il preside e un paio di professori, sono folgorati dalla pazza idea: Lunedi 7 marzo si firma il contratto.

Di terapia per curare le malattie mentali vere, come la demenza senile, è lastricata la storia dello spin off "Prima che non ricordi", fondata dal professore di Chimica della facoltà di Farmacia Nico Colabufo. In Italia le popolazioni più esposte alla degenerazione cerebrale risiedono in Liguria, Puglia 45mila malati e Toscana.

Non pago dei suoi successi scientifici, il professore barese ha reinvestito gli introiti dei brevetti del suo team - 1 milione di euro - per creare a Triggiano, suo paese natale, un centro di riabilitazione cognitiva dedicato alla diagnosi precoce e alla cura di questa malattia.

Qui il bocconiano-gioiese con specializzazione negli Usa, Vincenzo Notaristefano, partner di Digital Magics, organizza startweekend, una full immersion di 54 ore propedeutica al lancio di una nuova impresae va a caccia di idee tra Pugliae Basilicata con Talent Garden.

La versione barese del giardino dei talenti è Hub, l'incubatore incastrato tra i padiglioni della Fiera di Bari, il terzo del Sud dopo Roma e Siracusa. Giusy Ottonelli, una barese con laurea in Architettura e un lungo periodo di formazione a Barcellona, ha fondato insieme ad altri tre soci questo spazio all'interno del quale sono germogliate startup. Una, Aulab, è nata per diffondere la cultura dell'autoimprenditorialità nelle scuole.

Il costo per essere ospitati tra mobili vintage e container in cui lavorano i soci delle aziende più strutturate? Da 25a euro al mese. All'Hub si mangia, si scherza, si lavorae si macinano idee di business. Un sistema molecolare impensabile solo 20 anni fa, quando molti neodiplomati e laureati del Sud facevano la coda davanti le edicole per comprare i giornali dei concorsi pubblici e gli incubatori di nuove imprese erano riserve indiane gestite con politiche dirigiste da una società dell'Iri.

Come si arriva a questa situazione? Ma quando scadono i brevetti non dovrebbero subentrare le industrie che producono farmaci generici? Ma potrebbero rimanere dei buchi scoperti. Il farmaco potrebbe per esempio essere difficile da sintetizzare o essere instabile.

E renderlo stabile richiede processi industriali costosi. Non sono identici alle formulazioni originarie? Eppure a volte sono gli stessi medici a non prescriverli, o i pazienti a non fidarsi. Ricevo molte lettere da parte della gente, con le richieste più varie sui problemi legati ai farmaci. Davanti a un farmaco che non si trova lo Stato non dovrebbe fare qualcosa?

Quanto contano i problemi di distribuzione? Alcuni farmaci sono introvabili solo in alcune zone d'Italia. Non capitava mai di mostrare una ricetta e sentirsi dire "ripassi domani". Oggi invece è frequente, perché le farmacie tendono a voler smaltire in fretta i prodotti sugli scaffali. A volte per le industrie è più remunerativo vendere i farmaci all'estero? Quel che è regolato centralmente è il processo di approvazione dei nuovi medicinali. Se ne occupa in via predominante l'Ema, la European medicines Agency.

Ma per quel che riguarda il prezzo, ogni Paese è libero di comportarsi come crede. Non tutte le nazioni infatti hanno lo stesso sistema sanitario. Alcune hanno deciso di puntare di più sulle assicurazioni private, altre sul sistema sanitario pubblico. In Italia troppi farmaci scompaiono da un giorno all'altro, mettendo in crisi sopratutto i malati cronici. In una società iper medicalizzata, con decine di migliaia di medicine sugli scaffali ad alimentare il consumismo sanitario, si sperimenta l'assurdo di prodotti che non si trovano.

Parkinson, malattie respiratorie gravi, epilessia, infezioni, artrite reumatoide, mal di testa, colesterolo alto, tumori, dolori di varia natura: L'universo dei rimedi introvabili è sfuggente perché vario e in continuo divenire.

L'universo dei rimesi introvabili è sfuggente perché vario e in continuo divenire. Difficile dire quante persone riguarda, ma sono almeno due milioni gli italiani che nell'arco di un anno si sentono dire che il loror farmaco non è disponibile. L'Aifa pubblica una lista delle carenze e l'ultima, del 29 febbraio, è lunga 97 pagine. Dentro ci sono medicine che non si trovano per problemi di produzione, ad esempio perché sono state calcolate male le forniture per il nostro Paese o c'è stato un rallentamento nel sito industriale.

Poi ci sono le difficoltà distributive, ma anche le scelte aziendali legate allo scarso prezzo di vecchi medicinali, che anche se molto usati non fanno guadagnare e sono abbandonati.

A volte in difficoltà vanno solo certe zone d'Italia. E in questi casi spesso si è di fronte a un'altra causa delle carenze: Grazie alla legge sulla libera circolazione delle merci in Europa, distributori e grossisti, anche piccole farmacie, possono rivendere in Paesi che li pagano meglio farmaci destinati all'Italia.

La pratica è antica ma è esplosa poco più di 3 anni fa. È quindi nota e stigmatizzata da Aifa e Ministero della Sanità. L'anno scorso Repubblica aveva sollevato il problema, e sono uscite circolari che vietano l'esportazione parallela di prodotti carenti. Intanto tutti accusano tutti. L'industria se la prende coi grossisti, che a loro volta tacciano i produttori di mandare poche scorte.

Sempre i grossisti attaccano i farmacisti-distributori. In mezzo restano i malati, che continuano a fare la spola tra casa, medico e farmacia a caccia della cura. Chi soffre del- la sua stessa malattia rischia di incontrare difficoltà con vari medicinali. La Regione Piemonte, ad esempio, ha fatto una lista delle irreperibilità segnalate dai cittadini e i farmaci anti epilettici che non si trovano sono due: Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato scompaiano dalle farmacie.

E purtroppo ogni tanto succede. Io ad esempio adesso ho problemi con il Vimpat, come era già capitato alcuni mesi fa. Il Vimpat è un farmaco relativamente recente, quindi non esiste un generico e se non si trova va cambiata la terapia.

Ma gli epilettologi sono scettici sulla possibilità di fare passare i malati come noi al generico, soprattutto quando si tratta di pazienti che assumevano da tanto tempo un medicinale. Antonio è a caccia della sua medicina ormai da gennaio e ha fatto di tutto, ha battuto le farmacie della città e scritto anche una lettera a Repubblica. In attesa che il produttore sblocchi le forniture, cosa che secondo Aifa dovrebbe avvenire a fine mese, l'unica alternativa è tornare dal cardiologo.

Paolo vive a Bologna e da anni prende il Crestor per tenere sotto controllo il colesterolo. Il Crestor appartiene alla classe delle statine, una delle categorie di farmaci più utilizzate nel nostro Paese.

Le assumono un milione e mezzo di persone. È una medicina a base di rosuvastatina, l'unica molecola della categoria che ha ancora il brevetto attivo, e per la quale quindi non esistono generici. Proprio questa circostanza rende il Crestor più costoso e, di conseguenza, un potenziale oggetto di esportazione parallela. Giancarlo è un malato di Padova e il suo cruccio è il Requip.

Quattro dosaggi del medicinale sono stati inseriti dall'Aifa nella lista degli irreperibili. Da almeno tre anni è disponibile a singhiozzo, in certi periodi si trova e in altri no. Il medicinale non è nuovo e solleva un problema diffuso quando si parla di carenze. Ci sarebbero infatti dei generici, ma ai malati spesso non vanno bene. Giancarlo è tra questi. È un problema di eccipienti, di rilascio diverso. Il Requip dura di più e non è infrequente che chi lo prende in forma generica vada incontro a differenze di azione.

A dimostrare che i problemi dei Requip sono ciclici è il caso di una signora di Prato, Luciana, rimasta senza farmaco l'anno scorso. Tra sete di potere, volgarità e nepotismi: La women's liberation all'italiana conquista la parità dei sessi in quel virtuosismo nazionale che è la corruzione. Mentre le imprese stentano ad aprirsi alle quote rosa e solo tre donne fgurano fra i amministratori più pagati delle società quotate al diciottesimo, quarantesimo e cinquantaquattresimo posto , nell'economia tangentara la manager avanza con passo sicuro.

Molte inchieste giudiziarie recenti fanno perno su fgure femminili potenti, spregiudicate, pronte a monetizzare le loro posizioni dominanti o a imporre i loro protetti, i loro congiunti, i loro amanti.

Nord e Sud, come si diceva una volta, sono uniti nella lotta. Un mese fa l'ex prefetto di Palermo Giovanna Cannizzo è stata messa sotto inchiesta per corruzione e concussione a Caltanissetta nella vicenda che ha già coinvolto Silvana Saguto, responsabile delle misure di prevenzione del tribuna le di Palermo, anche lei sotto inchiesta e ora trasferita.

E se nei casi di Saguto e Cannizzo si impone la presunzione di innocenza, le protagoniste di altre due inchieste han no ammesso le loro colpe e hanno iniziato a collaborare con la giustizia dopo l'arresto. Nate entrambe nel , hanno frmato confessioni che promettono di inguaiare altri politici e amministratori di imprese private. Va da sé che la loro scelta difensiva di collaborare non ha molto a che fare con un desiderio di ca stigo dostoevskiano. L'obiettivo è arrivare per prime ai saldi e agli sconti dell'imminente stagione di condanne.

D'altra parte, se non si è lungimiranti, non si resta per anni ai comandi di un business dove la competizione è direttamente proporzionale a ricavi di parecchie cen tinaia di milioni di euro.

Le due dame hanno scelto a colpo sicuro i due settori, sanità e strade, con maggiore partecipazione di finanziamenti pubblici. La sanità ha una tradizione consolidata di tangenti in rosa. Lady Dentiera, cioè Paola Canegrati, arrestata a metà febbraio insieme al braccio destro del governatore Bobo Maroni, il leghista Fabio Rizzi, è ultima di una dinastia iniziata con Lady Poggio lini, al secolo Pierr Di Maria, moglie di Duilio, direttore del servizio farmaceutico nazionale, e proseguita da Lady Asl, Anna Iannuzzi.

L'appartenenza leghista non è stata mai occasione di apartheid. Con il manager della sanità Pietrogino Pezzano da Palizzi Reggio Calabria , detto "dottor Dobermann" per la sua passione cinofla e per la sua combattività, Canegrati aveva una rela zione sentimentale e di business durata anche dopo che Pezzano è stato fotografato in compagnia di esponenti della 'ndrangheta e tagliato fuori dalla scalata all'Asl Milano 1. A Milano gare pubbliche, appalti.

Le usanze locali non spaventavano Canegrati che progettava di esportare i suoi servizi odontoiatrici in Friuli, Ligu ria, Piemonte, Abruzzo e Molise.

L'arresto ha bloccato l'espansione. Ora Lady Dentiera ha promesso di vuotare il sacco e spera di incontrare il fglio che il marito non vuole farle vedere. Se nelle corsie di ospedale la fgura femminile rassicura dai tempi di Floren ce Nightingale, madre dell'assistenza infermieristica, con il cemento e le ruspe la cosa è diversa. Costruzioni e grandi appalti sono un mondo al maschile per eccellenza. È vero che nello scandalo del Mose ha giocato un ruolo non seconda rio Claudia Minutillo, la segretaria dell'ex governatore veneto e ministro Giancarlo Galan costretta a mettere all'asta le sue venti borse Hermès per pagarsi gli avvocati.

Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato della massa di denaro gestita ogni anno dall'Anas, la prima stazione appaltante d'Italia. È improbabile che la Dama Nera abbia agito con il solo aiuto di qualche dirigente di livello medio-basso e a insaputa dei superiori.

Quei vertici che la Dama di via Monzambano ha conosciuto da vicino. Nel la dama non ancora nera diventa la segretaria del commissario straordinario e poi presidente. Un anno dopo festeggia la laurea con i familiari. Fra questi spicca lo zio, Giuseppe detto Peppino, consigliere Dc in Calabria per tre legislature a partire dal , quando è il primo eletto assoluto con 28 mila preferenze. I colleghi dell'opposizione comunista coniano per lui il neologismo "accroglianare", a defnire i suoi inter venti in aula nel migliore, o nel peggiore, stile della retorica politica meridionale.

Lo zio non si limita ai confni regionali. Sbarca a Roma e viene accolto in quello che si definisce il circolo più esclusivo della capitale, l'Antico Tiro a Volo: Altri calabresi importanti frequenta no il Tiro a volo. Il lavoro lobbistico di zio Peppino si sintetizza nella fondazione di C3 inter national, un'associazione culturale che raccoglie i calabresi di successo. Alla festa annuale e agli happening della C3, ribattezzato dai massonofobi P 'Nduja, sono spesso presenti Antonella e suo fratello Galdino, che vorrebbe seguire la strada dello zio.

Alle regionali del otterrà voti, una trombatura e un'accusa per voto di scambio nell'in chiesta intestata alla sorella. Antonella fa carriera in Anas e nel passa alla direzione centrale lavori, nocciolo duro del business. Quando D'Angiolino se ne va nel , arriva l'ingegnere leccese Vincenzo Pozzi, nominato dal ministro forzista Pietro Lunardi. Lei non risparmia colpi sotto la cintura ai rivali e alle cordate nemiche. Nonostante la promozione a condiret tore ottenuta nel dal successore di Pozzi, l'ex Iri Pietro Ciucci, arriva a creare una vera e propria cartiera per denunce anonime.

Ne spedirà decine a un elenco di destinatari che, infallibil mente, inizia con il presidente della Repubblica e termina con i cronisti. Mentre predica, spesso con elementi reali, razzola malissimo. Fra i neologi smi della corruzione rimarranno le sue "ciliege", per indicare le mazzette ottenute dagli imprenditori in cambio di piste preferenziali per i pagamenti.

Le sue rivelazioni arriveranno in cima alla piramide? D'altra parte, Paola Canegrati ha detto: Chi decide, il vertice, non viene toccato. Su questo la Dama nera sarà d'accordo. L'accusa per i giornalisti è se hanno o meno calunniato un uffciale dei carabinieri.

Quindi se hanno scritto su "l'Espresso" la notizia dopo aver effettuato riscontri e verifche. Dagli atti emerge la consapevolezza dei cronisti che la conversazione esisteva. Come consapevoli erano dell'esisten za di dialoghi in cui Tutino faceva apprezzamenti poco eleganti su Lucia Borsellino. A riascoltare adesso i fle delle intercettazioni depositate è quasi un ritornello, ripetuto da Crocetta: Il governatore ascolta i suoi fedeli suggeritori che gli sottopongono assetti e nomine della sanità regionale, chiosa con il suo assenso e dispensa consigli, suggerendo tattiche: Il dialetto il governatore lo usa per sottolineare la sua autorità.

La trascrizione non rende il senso di quanto offre il tono della voce nell'audio. L'accusa dovrebbe dimostrare che i giornalisti hanno scientifcamente e consapevolmente scrit to questa notizia sapendo che non esisteva l'intercettazione.

Ma dagli atti emerge che Messina e Zoppi hanno fatto le verifche e trovato conferme dell'esistenza della conversazione. Le carte processuali impongono quindi un ulteriore appro fondimento istruttorio. È chiaro, dagli atti, che deve escludersi ogni suggestiva ipotesi di complotto.

Seguendo la richiesta dei difensori, basata sul fatto che la conversazione esiste, nei mesi scorsi il gip ha rigettato la richiesta della procura di giudizio immediato. Il giudice Gioacchino Scaduto, presidente della sezione gip, ha respinto la richiesta dei pm: Potrebbe dunque essere fra quelle che la procura non ha voluto fare esaminare ai periti del tribunale.

I pm, senza aggiungere nulla alle carte già esaminate dal gip, ne hanno chiesto il rinvio a giudizio. Ci sono poi altri elementi che evidenziano la legittimità del lavoro svolto dai giornalisti. C'è un sms scritto da un carabiniere che fa riferimento a intercettazioni dello stesso tenore. C'è un documento frmato da un uffciale dell'Ar ma, depositato il 16 luglio scorso nell'immediatezza dei fatti , quando la procura ha voluto fare un veloce accertamento sull'esistenza dell'intercettazione: Ed è proprio questo l'approfondimento ulteriore che aveva chiesto di fare la difesa in fase preliminare e che invece la procura ha negato.

Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Foto: Anche il ministro Beatrice Lorenzin si è complimentata con Giuseppina, la nonna coraggio che pur non essendosi mai sottoposta ad alcun intervento ha deciso di donare un suo rene al nipote. Il ragazzo ha 15 anni e da un anno e mezzo era costretto alla dialisi: E appena ho saputo che aveva bisogno di un trapianto di rene ho detto: Il prelievo è stato eseguito in laparoscopia dagli urologi Paolo Gontero e Giovanni Pasquale, mentre nella sala operatoria a fianco è stato effettuato il trapianto dell'organo sul giovane dai chirurghi vascolari Maurizio Merlo, Aldo Verri e Monica Hafner, e dall'urologo Omid Sedigh.

Ma prima di arrivare qui molti esami li abbiamo dovuti fare privatamente. Il ragazzo è ricoverato in terapia intensiva ma per i medici entro un mese sarà di nuovo a casa, dove potrà riprendere la scuola di agraria e la sua più grande passione: Organi centenari La donazione di rene fra vivi non è più un intervento inusuale.

A Torino, centro di riferimento nazionale, se ne svolgono quindici l'anno contro i cento tradizionali. Nella maggior parte dei casi avviene fra fratelli o fra moglie e marito, proprio perché con le nuove tecniche utilizzate non è più necessario avere lo stesso gruppo sanguigno. Il plauso del ministro A sorpresa, la telefonata di Beatrice Lorenzin: Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato 41 anni La differenza d'età tra la nonna e il nipote: Guarda il video www.

I reni della nonna erano in salute e quindi l'età non ha influito: Come si vive con un solo rene? In ogni caso il ragazzo dovrà proseguire per tutta la vita la terapia antirigetto, ma sarà libero dalla dialisi. E' stata complicata la procedura burocratica? Ci è voluto qualche mese, sempre meno della ricerca di un organo compatibile. A guardarlo in volto, pulito e sbarbato, lo scambieresti per lo stagista. Con la freschezza dei suoi 26 anni, Paolo Rotelli è alla guida del gruppo San Donato, che comprende il San Raffaele e una galassia enorme di ospedali tra cui l'ortopedico Galeazzi, il Sant'Ambrogio e la Madonnina.

E fu proprio il padre a battezzare il suo debutto, in occasione dell'operazione di salvataggio del San Raffaele: Ora sarebbe fiero di lui. Rotelli junior sembra avere le idee ben chiare su come cambiare la sanità, su come infrangere il meccanismo dei baroni in reparto e su come ribaltare quell'idea per cui si accede a un certo livello di cure solo se si conosce qualche pezzo grosso.

Paolo Rotelli, a lei il compito di risanare il San Raffaele, affossato da un miliardo di euro di debito. A che punto dell'operazione siamo? Non potete saldare i debiti tutti in una volta? Ad esempio, vorremmo rimborsare alla Bei Banca europea tutti i milioni che le dobbiamo in una sola tranche.

Come sono ora i rapporti con le Sigille, le sue fedelissime, soprattutto all'interno dell'università Vita e Salute? Abbiamo laicizzato vertici e ricerca. Tutti temevano che arrivassi a tagliare medici e personale. Poi hanno capito che volevamo far crescere l'ospedale. Che progetti ha per il San Raffaele? Poco fa ha parlato di svecchiamento.

Ho creato uno staff di dieci persone, tutti giovani, tra giornalisti, grafici e responsabili di web video e social network. E per la prima volta ho voluto che il gruppo San Donato investisse per comunicare. È la new era del brand del gruppo? Stiamo per lanciare una nuova campagna per il 5 per mille. Il brand va potenziato. Nei nostri reparti lavorano dei numeri uno, ovunque, ma la gente non sempre lo sa.

Come rendere la sanità più vicina alla gente? Voglio che prenotare una visita sia veloce quanto prenotare un volo aereo. Serve una sanità più accessibile e più smart. Un'app al posto dei centri di prenotazione Cup? Ci saranno cartelle cliniche elettroniche uguali in tutti i nostri ospedali. Cos'è una sanità smart? Abbiamo aperto una smart clinic nel centro commerciale di Bergamo, ma è solo una prima tappa. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato tempi veloci.

È sua l'idea dei video su web per promuovere l'alimentazione sana? Inizialmente i nostri video erano seguito solo da donne over 40 appassionate di ricette. Allora ho pensato a una serie con un protagonista idolo dei giovani: Emilozio del Club Dogo.

Cosa pensa degli arresti legati agli appalti odontoiatrici in Lombardia? Lo scandalo sulle dentiere low cost ha lasciato un vuoto nel mercato sanitario. E lei non ha perso tempo. Si diploma nel al liceo Stendhal di Milano. Nel si laurea in management interculturel all'ateneo Science Po Aix en Provence, destinato alla formazione della classe dirigente francese.

Nel debutta nel gruppo San Donato, affiancando l'amministratore delegato. Due anni dopo entra nel board come vice presidente. Dal giugno ricopre la carica di presidente del gruppo ospedaliero San Donato, che comprende 18 ospedali, - tra cui il policlinico San Donato, il San Raffaele e il Galeazzi per 5. E c ' è una lettera aperta di Luciana Castellina, che fu compagna di Lucio Magri, Chiara Rapaccini, compagna di Mario Monicelli, Francesco Lizzani, figlio di Carlo, e Carlo Troilo, dirigente radicale dell ' As sociazione Luca Coscioni, che chiede al presidente dell ' Is ta t Giorgio Alleva di ritornare a pubblicare i dati sul numero di suicidi causati da malattia come faceva fino al L ' appello chiede di rendere di nuovo noti i dati dei suicidi per colpa di malattie terminali, " è importante che l ' Istat - dice ancora Carlo Troilo - torni a pubblicarli ora che i deputati discutono delle proposte di legge sull ' eu tan asia ".

Tuttavia, ieri, uscendo dalla Camera il radicale Marco Cappato ha spiegato: Si sono limitati alla lettura della relazione senza dibattito. I tempi sono lunghi. Continuiamo la nostra azione di disobbedienza civile aiutando le persone malate che ce lo chiedono ad andare in Svizzera ". I presentatori di questa proposta di legge ritengono che l ' impossibilità di ricorrere legalmente alla eutanasia abbia come conseguenza, in molti casi, la decisione di cercare nel suicidio una " uscita di sicurezza ".

Questa convinzione trova una base di comprovata autorevolezza nelle tabelle dell ' Istat sui suicidi in Italia, che fino al fornivano, assieme ad altre voci maschi e femmine, Nord e Sud, livello culturale, mezzi di esecuzione , anche quella relativa al movente. Dalla voce " movente " risultava - arrotondando le cifre - che su poco più di tremila suicidi l ' anno, per oltre mille il movente erano le " malattie " fisiche o psichiche: Un rapporto quantitativo molto simile si registrava per i tentativi di suicidio più di 3.

In una nota dell ' agosto " I suicidi in Italia: E proprio in questa direzione ci sembra orientato uno studio recente dell ' Oms. I deputati si troveranno ora privi della sola serie di dati che consentiva di ragionare non in astratto su una ipotesi che a noi, non " addetti ai lavori " , sembra degna di valutazione.

Le saremmo grati se volesse consentire ai deputati di conoscere i dati degli ultimi anni sui moventi dei suicidi. Saviano doveva ritrattare oppure la Rai doveva assegnare un congruo tempo all'on. Maroni perché nello stesso luogo contestasse radicalmente le calunniose aermazioni dell'intellettuale campano.

Grande spolvero e silenzio di Saviano. Passano pochi anni e giorno dopo giorno le granitiche asserzioni di Maroni vengono sbriciolate dalle incriminazioni e dagli arresti continui. Oggi tutti sappiamo quale è la reale situazione della Lombardia quanto a corruzione. In un altro paese, di Maroni si vedrebbero solo le nuvolette al seguito del suo lanciarsi alla ricerca di un nascondiglio segreto su Saturno. Giuseppe Alù Sono passati davvero pochi anni, caro Giuseppe, dal tempo in cui Roberto Saviano propose al grande pubblico di RaiUno la sua denuncia.

Ministro dell'Interno, Maroni trattava con Gheddafi e Berlusconi la possibilità di sparare sui profughi che scappavano dalla Libia e chiedeva risarcimenti milionari a me, alla Concita De Gregorio e a l'Unita che parlava di queste sue scelte delittuose, Gheddafi veniva accolto trionfalmente a Roma da fanciulle in festa, Arcore era tutto un fiorire di cene eleganti, Bertolaso, Anemone e C.

A Milano, nel frattempo, quelli della Lega banchettavano tranquilli e non sempre sobri con i soldi trafugati ai colleghi di Roma "ladrona" inaugurando nuove forme "leghiste" di "società dei magnaccioni" e la sanità lombarda metteva a punto, sotto la regia di Comunione e Liberazione e dell'Opus non tanto Dei comitati d'aari. Gli anni che sono passati da allora sembrano tanti oggi, penso, soprattutto per l'inverosimiglianza di storie che allora erano normali e che oggi sembrano impossibili e sono incredibilmente pochi, invece, meno di dieci, e il nostro paese è cambiato invece tanto da allora da non sembrare più lo stesso.

Anche se alcune persone sono rimaste le stesse, come Maroni. Per ricordarci forse che tutte quelle cose sono realmente accadute. Di quella realtà il Pirellone della Regione Lombardia, possiamo dirlo oggi con amarezza più che convinta, è rimasto come una testimonianza particolarmente significativa e forte. Per colpa anche degli elettori che, senza lasciarsi impressionare più di tanto dal modo in cui era stata fermata dai magistrati l'esperienza precedente di Formigoni preferirono un candidato leghista ad Ambrosoli, un uomo perbene della cosiddetta società civile.

Come ben documentato, in fondo, da molto tempo. Enrico Deaglio, Patria, , pagina Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato centro, ha aperto un conto corrente, ha un elegante libretto di assegni e un fido generoso presso la Rasini, una banca piccola, riservata con un inappuntabile funzionario di nome Luigi Berlusconi a sua disposizione, il papà del giovane industriale che Mangano ha protetto dalla mafia per tanti anni e che si sta per lanciare con entusiasmo dal mondo degli aari a quello della politica".

Diventando uno degli uomini più ricchi del mondo. Seguendo queste direttive è stato formulato Dimalosio Complex , un preparato a base di Psillio e Glucomannano, fibre naturali, arricchito con Lattulosio ed estratti vegetali, componenti attivi che agiscono in sinergia per "risvegliare" la corretta motilità intestinale senza irritare.

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Edito dalle intercettazioni e dai commenti di partito sull'inchiesta dei magistrati di Monza nella quale sono state arrestate 21 persone, tra le quali il presidente della Commissione Sanità della Regione Lombardia e "padre" della riforma sanitaria vantata dal presidente Roberto Maroni. Va portata a casa ma anche perché Gli svizzeri che cazzo c'entrano? Non ti risolve la vita ma ti alleggerisce tutto.

Detto della realizzazione di un ospedale pediatrico nello stato del Goya in Brasile, progetto di Regione Lombardia nell'ambito del quale agivano come figure istituzionali due degli arrestati. Detto del progetto degli indagati-intercettati di convincere una manager sanitaria di strutture ospedaliere della "rossa" Toscana a far gestire quattro centri alle società dell'arrestata imprenditrice di riferimento.

Detto dal leader leghista Salvini all'indomani del rinvio a giudizio del suo vice per peculato e falso nelle spese pseudo-istituzionali di consigliere regionale in Liguria. Detto da Maroni dopo l'arresto. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato per un finanziamento illecito alla Lega di milioni di lire dal gruppo Ferruzzi-Montedison. Il caso dei bollini blu simboli d'affidabilità Luigi Ripamonti Internet e i social media fanno bene alla salute? La domanda torna d'attualità dopo la scomparsa di Umberto Eco, secondo il quale i "social" davano parola a "legioni d'imbecilli".

Nel campo della medicina la risposta, nello spirito di questa rubrica, è duplice. Non è un caso che già nella prima metà degli anni Novanta l'Health on the Net Foundation Hon , un ente indipendente, avesse messo a punto un certificato di attendibilità vero e proprio bollino da esibire sulla pagina che poteva essere rilasciato ai siti web che trattavano di salute solo dopo un periodo di osservazione su quanto pubblicavano.

Il rischio è allora diventare lettori di informazioni a volte superficiali, a volte sbagliate, a volte deliranti o pericolose, generate da un'ignoranza che si accompagna non di rado a proporzionale sicumera, quando non a violenza verbale.

Diverse asserzioni "scientifiche" che circolano sulla Rete, pur avendo fondamenti fragilissimi, hanno, nondimeno, la capacità di inuenzare in modo profondo la coscienza collettiva, con conseguenze non solo sul piano individuale ma anche sociale e politico.

Vale forse allora la pena soffermarsi su un problema di fondo. Molti sostenitori del "superamento" del medico e dei mezzi d'informazione "ufficiali", fra cui i giornali con i loro siti, ritengono sia meglio fidarsi della libertà di un blogger piuttosto che della "casta" delle istituzioni e dei media "di regime". E potrebbe essere allora opportuno chiedersi come campano alcuni blogger o siti d'informazione "contro". Si potrebbe scoprire che talvolta sono molto meno affrancati da interessi di quanto non si sforzino di sembrare.

E non si pensi solo o a forme di finanziamento più o meno facili da decrittare, ma anche ai vantaggi diretti e indiretti che possono derivare, per esempio, da un'affiliazione ideologica.

Lo stesso vale per alcune "star" dei social o di YouTube, la cui "ricompensa" potrebbe essere rappresentata non solo da introiti economici legati al traffico che producono per le piattaforme sui cui agiscono, ma, magari, anche solo dall'alimentazione del proprio ego, costi quel che costi agli altri.

Non so chi l'abbia detto, ma dev'essere vero: Che aiuta a guarire Rossana Campisi Orazio, infermiere, osserva lo sguardo di Marina Abramovic durante la performance The Artist is Present in un video e pensa: Melissa, specializzanda di medicina, legge una pagina di Specie di spazi di George Perec e si rende conto che in ospedale la gente resta anonima come se quello fosse un non luogo, mentre ogni operatore avrebbe hobby e sogni da condividere.

Michele, medico dirigente, e Chiara, volontaria, fssano invece le mani di una massaggiatrice in un flm e ne sono certi: Siamo all'ospedale di Cremona, area oncologica. Qui, venti operatori di ogni età sono stati a lezione di arte, letteratura, cinema: Gli scatti sono stati esposti al Museo Archeologico della città nella mostra La cura in un gesto perché rappresentano un patrimonio umano ed emotivo da condividere con tutti.

Con l'uso della tecnologia in medicina si è persa di vista la capacità relazionale. DiversaMente , per esempio, è un ciclo di lezioni tenuto da un docente di Filosofa morale che si conclude con la visione, al teatro Amilcare Ponchielli, dello spettacolo Due donne che ballano, basato sulla relazione tra una malata e la badante.

Pronto come posso aiutarla? Al valore dell'empatia in ospedale credono anche i B. Livers nome che contiene tre signifcati: Gli ex pazienti hanno invece creato una band The B. Livers che si esibisce nella canzone Nuvola di ossigeno , scritta con Faso, il bassista di Elio e le Storie Tese, per raccogliere fondi per l'Istituto di Milano e la Fondazione Cleme.

Anche all'ospedale di Perugia la voglia di dare un volto più umano all'ospedale si traduce in progetti concreti: Ospedale aperto dà la possibilità di personalizzare gli orari dei pasti e i tipi di menù multietnici , di aprire le porte ai visitatori anche nei reparti di terapia intensiva, di tenere letture in pediatria, cineforum in psichiatria, cabaret nelle salette comuni.

Nell'Ospedale di Treviglio Bergamo , in collaborazione con il Tavolo salute mentale Valle Brembana e la parrocchia di Zogno si organizzano invece laboratori di scrittura autobiografca sul tema della sofferenza psichica rivolti a pazienti e parenti. Fra qualche anno la storia ci giudicherà per come abbiamo affrontato una delle crisi più gravi dell'umanità e anche l'Italia sta facendo qualcosa di straordinario, che dobbiamo avere il coraggio di rivendicare: Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato San Gallicano, la visita di Mattarella Lorenzin: Un primo ringraziamento, in ordine cronologico, va al personale dell'ambulanza, che ha saputo tranquillizzare mio figlio e me, non solo prestandomi le prime cure, ma anche tenendomi per mano e parlandomi durante tutto il percorso verso l'ospedale.

Il secondo ringraziamento va alla neurologa Susanna Almonti, che, con grande professionalità medica ed umana, ha saputo gestire una situazione non facile. Le sue cure e le sue parole, mi hanno riportato alla vita. Il terzo ringraziamento all'intero Reparto di Neurologia per i controlli e per la continua disponibilità della dottoressa Almonti e della sua infermiera a ricevermi, ascoltarmi, e a comunicarmi per telefono ogni appuntamento o eventuale spostamento.

Ottimo reparto e soprattutto ottimo personale! La malattia ci coglie sempre impreparati e mostra tutta la nostra immensa vulnerabilità, anche psicologica, com'è umano che sia. Roma ha tante isole di professionalità e di attenta dedizione professionale. È bello saperlo, e anche raccontarlo qui. Le Case della salute, nate per offrire una rete territoriale di cure primarie e di continuità assistenziale, raddoppiano.

Partite oltre un anno fa in sordina, nei weekend di febbraio hanno avuto oltre 55mila accessi. Un dato non certo trascurabile per la Regione che ora per allargare la rete ha messo a disposizione delle Asl cinque milioni e mezzo di euro. Il progetto prevede che le nuove case della salute vengano distribuite tra Roma, area metropolitana, nella provincia di Viterbo e in quella di Frosinone e ad Aprilia. Nella Capitale ne verranno aperte tre: Un rafforzamento vincente per il presidente del Lazio Nicola Zingaretti: Più tardi il ministro Lorenzin, al telefono, si esprime negli stessi termini.

La donatrice è la nonna, che ora alle Molinette soffre ma è raggiante: Ad accompagnare il ragazzino di quindici anni in arrivo da Catania per il trapianto di rene è arrivata tutta la famiglia: La nonna materna è la donatrice, una nonna giovane di appena 56 anni che nella camera della terapia intensiva delle Molinette è ancora sofferente per i postumi dell'intervento ma è raggiante perchè tutto è andato nel migliore dei modi: Il ragazzino si chiama Giovanni e dal suo letto le manda un bacio: Da un anno e mezzo era costretto a fare la dialisi con una qualità di vita che peggiorava ogni giorno di più.

Nonna Pina si è offerta di donare il rene, e subito sono partiti i controlli in Sicilia per verificare che ci fosse la compatibilità. Per lei anche i complimenti del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che ieri sera l'ha chiamata: E il ministro ha voluto complimentarsi anche con Biancone e con i medici che hanno accompagnato nonna e nipote in questi mesi di attesa.

Da un mese tutta la famiglia si è trasferita a Torino in attesa del giorno fatidico. E ora genitori e zie si alternano al capezzale di Giovanni e di Pina. Ora nonna e nipote sono ricoverati nella terapia intensiva delle nefrologia del centro trapianto delle Molinette. La nonna non si lascia spaventare da taccuini e telecamere e ricostruisce le tappe di questa storia del cuore che ha portato un'intera famiglia a venire a Torino per stare accanto a Giovanni e ai suoi genitori: Alfio, il padre di Giovanni ci tiene a cogliere l'occasione per lanciare un messaggio: Quando l'attenzione mediatica è alta, insiste, i risultati arrivano: Subito dopo il numero delle donazioni era cresciuto moltissimo.

Non ricordo l'anno ma credo fosse il Il trapianto non era di quelli che richiedavano tecniche eccezionali o particolarmente innovative, precisa il direttore della nefrologia universitaria che esegue circa 15 interventi all'anno: Anche questa volta è il lavoro di squadra che fa la differenza. Il ragazzino era seguito dall'équipe pediatrica diretta da Bruno Gianoglio dell'ospedale Regina Margherita.

L'intervento di prelievo del rene della nonna donatrice è stato eseguito in laparoscopia dagli urologi Paolo Gontero e Giovanni Pasquale della direzione di urologia di Bruno frea. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato e dell'urologo Omid Sedigh.

Il papà del ragazzino con la suocera che ha donato il rene al nipote Foto: In arrivo anche un esposto alla Corte dei Conti QUANDO il futuro di un ospedale fa il suo ingresso nel campo di battaglia elettorale, allora capita quello che si è visto ieri mattina in corso Palestro: Una vera e propria parata davanti a medici, operatori, cittadini.

Il candidato dissidente e autonominato del centrodestra Roberto Rosso arringa il pubblico dicendo di voler portare il ministro della Salute Beatrice Lorenzin in via Juvarra nella sua prossima visita a Torino a maggio.

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Ci è voluto qualche mese, sempre meno della ricerca di un organo compatibile. Glider Lettera 2Caro Dago, la legge sull'omicidio stradale, dimostra ancora una volta la disparità uomo-donna. Lo stesso vale per alcune "star" dei social o di YouTube, la cui "ricompensa" potrebbe essere rappresentata non solo da introiti economici legati al traffico che producono per le piattaforme sui cui agiscono, ma, magari, anche solo dall'alimentazione del proprio ego, costi quel che costi agli altri. video amatrice escort girl vichy Non propriamente light, ma decisamente appaganti. E qui mi fermo, per rispetto delle Istituzioni. Resta anche la differenza fra i due sistemi: Come si vive con un solo rene? Ne spedirà decine a un elenco di destinatari che, infallibil mente, inizia con il presidente della Repubblica e termina con i cronisti. L'importante e rubare i risparmi e le case per far contente le banche di famiglia.

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Giancarlo è tra questi. È un problema di eccipienti, di rilascio diverso. Il Requip dura di più e non è infrequente che chi lo prende in forma generica vada incontro a differenze di azione. A dimostrare che i problemi dei Requip sono ciclici è il caso di una signora di Prato, Luciana, rimasta senza farmaco l'anno scorso. Tra sete di potere, volgarità e nepotismi: La women's liberation all'italiana conquista la parità dei sessi in quel virtuosismo nazionale che è la corruzione.

Mentre le imprese stentano ad aprirsi alle quote rosa e solo tre donne fgurano fra i amministratori più pagati delle società quotate al diciottesimo, quarantesimo e cinquantaquattresimo posto , nell'economia tangentara la manager avanza con passo sicuro.

Molte inchieste giudiziarie recenti fanno perno su fgure femminili potenti, spregiudicate, pronte a monetizzare le loro posizioni dominanti o a imporre i loro protetti, i loro congiunti, i loro amanti. Nord e Sud, come si diceva una volta, sono uniti nella lotta. Un mese fa l'ex prefetto di Palermo Giovanna Cannizzo è stata messa sotto inchiesta per corruzione e concussione a Caltanissetta nella vicenda che ha già coinvolto Silvana Saguto, responsabile delle misure di prevenzione del tribuna le di Palermo, anche lei sotto inchiesta e ora trasferita.

E se nei casi di Saguto e Cannizzo si impone la presunzione di innocenza, le protagoniste di altre due inchieste han no ammesso le loro colpe e hanno iniziato a collaborare con la giustizia dopo l'arresto. Nate entrambe nel , hanno frmato confessioni che promettono di inguaiare altri politici e amministratori di imprese private. Va da sé che la loro scelta difensiva di collaborare non ha molto a che fare con un desiderio di ca stigo dostoevskiano.

L'obiettivo è arrivare per prime ai saldi e agli sconti dell'imminente stagione di condanne. D'altra parte, se non si è lungimiranti, non si resta per anni ai comandi di un business dove la competizione è direttamente proporzionale a ricavi di parecchie cen tinaia di milioni di euro. Le due dame hanno scelto a colpo sicuro i due settori, sanità e strade, con maggiore partecipazione di finanziamenti pubblici.

La sanità ha una tradizione consolidata di tangenti in rosa. Lady Dentiera, cioè Paola Canegrati, arrestata a metà febbraio insieme al braccio destro del governatore Bobo Maroni, il leghista Fabio Rizzi, è ultima di una dinastia iniziata con Lady Poggio lini, al secolo Pierr Di Maria, moglie di Duilio, direttore del servizio farmaceutico nazionale, e proseguita da Lady Asl, Anna Iannuzzi.

L'appartenenza leghista non è stata mai occasione di apartheid. Con il manager della sanità Pietrogino Pezzano da Palizzi Reggio Calabria , detto "dottor Dobermann" per la sua passione cinofla e per la sua combattività, Canegrati aveva una rela zione sentimentale e di business durata anche dopo che Pezzano è stato fotografato in compagnia di esponenti della 'ndrangheta e tagliato fuori dalla scalata all'Asl Milano 1.

A Milano gare pubbliche, appalti. Le usanze locali non spaventavano Canegrati che progettava di esportare i suoi servizi odontoiatrici in Friuli, Ligu ria, Piemonte, Abruzzo e Molise. L'arresto ha bloccato l'espansione. Ora Lady Dentiera ha promesso di vuotare il sacco e spera di incontrare il fglio che il marito non vuole farle vedere. Se nelle corsie di ospedale la fgura femminile rassicura dai tempi di Floren ce Nightingale, madre dell'assistenza infermieristica, con il cemento e le ruspe la cosa è diversa.

Costruzioni e grandi appalti sono un mondo al maschile per eccellenza. È vero che nello scandalo del Mose ha giocato un ruolo non seconda rio Claudia Minutillo, la segretaria dell'ex governatore veneto e ministro Giancarlo Galan costretta a mettere all'asta le sue venti borse Hermès per pagarsi gli avvocati.

Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato della massa di denaro gestita ogni anno dall'Anas, la prima stazione appaltante d'Italia. È improbabile che la Dama Nera abbia agito con il solo aiuto di qualche dirigente di livello medio-basso e a insaputa dei superiori.

Quei vertici che la Dama di via Monzambano ha conosciuto da vicino. Nel la dama non ancora nera diventa la segretaria del commissario straordinario e poi presidente. Un anno dopo festeggia la laurea con i familiari. Fra questi spicca lo zio, Giuseppe detto Peppino, consigliere Dc in Calabria per tre legislature a partire dal , quando è il primo eletto assoluto con 28 mila preferenze. I colleghi dell'opposizione comunista coniano per lui il neologismo "accroglianare", a defnire i suoi inter venti in aula nel migliore, o nel peggiore, stile della retorica politica meridionale.

Lo zio non si limita ai confni regionali. Sbarca a Roma e viene accolto in quello che si definisce il circolo più esclusivo della capitale, l'Antico Tiro a Volo: Altri calabresi importanti frequenta no il Tiro a volo. Il lavoro lobbistico di zio Peppino si sintetizza nella fondazione di C3 inter national, un'associazione culturale che raccoglie i calabresi di successo.

Alla festa annuale e agli happening della C3, ribattezzato dai massonofobi P 'Nduja, sono spesso presenti Antonella e suo fratello Galdino, che vorrebbe seguire la strada dello zio. Alle regionali del otterrà voti, una trombatura e un'accusa per voto di scambio nell'in chiesta intestata alla sorella.

Antonella fa carriera in Anas e nel passa alla direzione centrale lavori, nocciolo duro del business. Quando D'Angiolino se ne va nel , arriva l'ingegnere leccese Vincenzo Pozzi, nominato dal ministro forzista Pietro Lunardi. Lei non risparmia colpi sotto la cintura ai rivali e alle cordate nemiche. Nonostante la promozione a condiret tore ottenuta nel dal successore di Pozzi, l'ex Iri Pietro Ciucci, arriva a creare una vera e propria cartiera per denunce anonime. Ne spedirà decine a un elenco di destinatari che, infallibil mente, inizia con il presidente della Repubblica e termina con i cronisti.

Mentre predica, spesso con elementi reali, razzola malissimo. Fra i neologi smi della corruzione rimarranno le sue "ciliege", per indicare le mazzette ottenute dagli imprenditori in cambio di piste preferenziali per i pagamenti.

Le sue rivelazioni arriveranno in cima alla piramide? D'altra parte, Paola Canegrati ha detto: Chi decide, il vertice, non viene toccato. Su questo la Dama nera sarà d'accordo. L'accusa per i giornalisti è se hanno o meno calunniato un uffciale dei carabinieri.

Quindi se hanno scritto su "l'Espresso" la notizia dopo aver effettuato riscontri e verifche. Dagli atti emerge la consapevolezza dei cronisti che la conversazione esisteva. Come consapevoli erano dell'esisten za di dialoghi in cui Tutino faceva apprezzamenti poco eleganti su Lucia Borsellino. A riascoltare adesso i fle delle intercettazioni depositate è quasi un ritornello, ripetuto da Crocetta: Il governatore ascolta i suoi fedeli suggeritori che gli sottopongono assetti e nomine della sanità regionale, chiosa con il suo assenso e dispensa consigli, suggerendo tattiche: Il dialetto il governatore lo usa per sottolineare la sua autorità.

La trascrizione non rende il senso di quanto offre il tono della voce nell'audio. L'accusa dovrebbe dimostrare che i giornalisti hanno scientifcamente e consapevolmente scrit to questa notizia sapendo che non esisteva l'intercettazione. Ma dagli atti emerge che Messina e Zoppi hanno fatto le verifche e trovato conferme dell'esistenza della conversazione. Le carte processuali impongono quindi un ulteriore appro fondimento istruttorio. È chiaro, dagli atti, che deve escludersi ogni suggestiva ipotesi di complotto.

Seguendo la richiesta dei difensori, basata sul fatto che la conversazione esiste, nei mesi scorsi il gip ha rigettato la richiesta della procura di giudizio immediato. Il giudice Gioacchino Scaduto, presidente della sezione gip, ha respinto la richiesta dei pm: Potrebbe dunque essere fra quelle che la procura non ha voluto fare esaminare ai periti del tribunale.

I pm, senza aggiungere nulla alle carte già esaminate dal gip, ne hanno chiesto il rinvio a giudizio. Ci sono poi altri elementi che evidenziano la legittimità del lavoro svolto dai giornalisti. C'è un sms scritto da un carabiniere che fa riferimento a intercettazioni dello stesso tenore. C'è un documento frmato da un uffciale dell'Ar ma, depositato il 16 luglio scorso nell'immediatezza dei fatti , quando la procura ha voluto fare un veloce accertamento sull'esistenza dell'intercettazione: Ed è proprio questo l'approfondimento ulteriore che aveva chiesto di fare la difesa in fase preliminare e che invece la procura ha negato.

Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Foto: Anche il ministro Beatrice Lorenzin si è complimentata con Giuseppina, la nonna coraggio che pur non essendosi mai sottoposta ad alcun intervento ha deciso di donare un suo rene al nipote. Il ragazzo ha 15 anni e da un anno e mezzo era costretto alla dialisi: E appena ho saputo che aveva bisogno di un trapianto di rene ho detto: Il prelievo è stato eseguito in laparoscopia dagli urologi Paolo Gontero e Giovanni Pasquale, mentre nella sala operatoria a fianco è stato effettuato il trapianto dell'organo sul giovane dai chirurghi vascolari Maurizio Merlo, Aldo Verri e Monica Hafner, e dall'urologo Omid Sedigh.

Ma prima di arrivare qui molti esami li abbiamo dovuti fare privatamente. Il ragazzo è ricoverato in terapia intensiva ma per i medici entro un mese sarà di nuovo a casa, dove potrà riprendere la scuola di agraria e la sua più grande passione: Organi centenari La donazione di rene fra vivi non è più un intervento inusuale.

A Torino, centro di riferimento nazionale, se ne svolgono quindici l'anno contro i cento tradizionali. Nella maggior parte dei casi avviene fra fratelli o fra moglie e marito, proprio perché con le nuove tecniche utilizzate non è più necessario avere lo stesso gruppo sanguigno.

Il plauso del ministro A sorpresa, la telefonata di Beatrice Lorenzin: Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato 41 anni La differenza d'età tra la nonna e il nipote: Guarda il video www. I reni della nonna erano in salute e quindi l'età non ha influito: Come si vive con un solo rene? In ogni caso il ragazzo dovrà proseguire per tutta la vita la terapia antirigetto, ma sarà libero dalla dialisi. E' stata complicata la procedura burocratica? Ci è voluto qualche mese, sempre meno della ricerca di un organo compatibile.

A guardarlo in volto, pulito e sbarbato, lo scambieresti per lo stagista. Con la freschezza dei suoi 26 anni, Paolo Rotelli è alla guida del gruppo San Donato, che comprende il San Raffaele e una galassia enorme di ospedali tra cui l'ortopedico Galeazzi, il Sant'Ambrogio e la Madonnina. E fu proprio il padre a battezzare il suo debutto, in occasione dell'operazione di salvataggio del San Raffaele: Ora sarebbe fiero di lui.

Rotelli junior sembra avere le idee ben chiare su come cambiare la sanità, su come infrangere il meccanismo dei baroni in reparto e su come ribaltare quell'idea per cui si accede a un certo livello di cure solo se si conosce qualche pezzo grosso.

Paolo Rotelli, a lei il compito di risanare il San Raffaele, affossato da un miliardo di euro di debito. A che punto dell'operazione siamo? Non potete saldare i debiti tutti in una volta? Ad esempio, vorremmo rimborsare alla Bei Banca europea tutti i milioni che le dobbiamo in una sola tranche.

Come sono ora i rapporti con le Sigille, le sue fedelissime, soprattutto all'interno dell'università Vita e Salute? Abbiamo laicizzato vertici e ricerca.

Tutti temevano che arrivassi a tagliare medici e personale. Poi hanno capito che volevamo far crescere l'ospedale. Che progetti ha per il San Raffaele? Poco fa ha parlato di svecchiamento. Ho creato uno staff di dieci persone, tutti giovani, tra giornalisti, grafici e responsabili di web video e social network. E per la prima volta ho voluto che il gruppo San Donato investisse per comunicare. È la new era del brand del gruppo? Stiamo per lanciare una nuova campagna per il 5 per mille.

Il brand va potenziato. Nei nostri reparti lavorano dei numeri uno, ovunque, ma la gente non sempre lo sa. Come rendere la sanità più vicina alla gente? Voglio che prenotare una visita sia veloce quanto prenotare un volo aereo.

Serve una sanità più accessibile e più smart. Un'app al posto dei centri di prenotazione Cup? Ci saranno cartelle cliniche elettroniche uguali in tutti i nostri ospedali. Cos'è una sanità smart? Abbiamo aperto una smart clinic nel centro commerciale di Bergamo, ma è solo una prima tappa. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato tempi veloci. È sua l'idea dei video su web per promuovere l'alimentazione sana?

Inizialmente i nostri video erano seguito solo da donne over 40 appassionate di ricette. Allora ho pensato a una serie con un protagonista idolo dei giovani: Emilozio del Club Dogo. Cosa pensa degli arresti legati agli appalti odontoiatrici in Lombardia? Lo scandalo sulle dentiere low cost ha lasciato un vuoto nel mercato sanitario. E lei non ha perso tempo. Si diploma nel al liceo Stendhal di Milano. Nel si laurea in management interculturel all'ateneo Science Po Aix en Provence, destinato alla formazione della classe dirigente francese.

Nel debutta nel gruppo San Donato, affiancando l'amministratore delegato. Due anni dopo entra nel board come vice presidente. Dal giugno ricopre la carica di presidente del gruppo ospedaliero San Donato, che comprende 18 ospedali, - tra cui il policlinico San Donato, il San Raffaele e il Galeazzi per 5.

E c ' è una lettera aperta di Luciana Castellina, che fu compagna di Lucio Magri, Chiara Rapaccini, compagna di Mario Monicelli, Francesco Lizzani, figlio di Carlo, e Carlo Troilo, dirigente radicale dell ' As sociazione Luca Coscioni, che chiede al presidente dell ' Is ta t Giorgio Alleva di ritornare a pubblicare i dati sul numero di suicidi causati da malattia come faceva fino al L ' appello chiede di rendere di nuovo noti i dati dei suicidi per colpa di malattie terminali, " è importante che l ' Istat - dice ancora Carlo Troilo - torni a pubblicarli ora che i deputati discutono delle proposte di legge sull ' eu tan asia ".

Tuttavia, ieri, uscendo dalla Camera il radicale Marco Cappato ha spiegato: Si sono limitati alla lettura della relazione senza dibattito. I tempi sono lunghi.

Continuiamo la nostra azione di disobbedienza civile aiutando le persone malate che ce lo chiedono ad andare in Svizzera ". I presentatori di questa proposta di legge ritengono che l ' impossibilità di ricorrere legalmente alla eutanasia abbia come conseguenza, in molti casi, la decisione di cercare nel suicidio una " uscita di sicurezza ". Questa convinzione trova una base di comprovata autorevolezza nelle tabelle dell ' Istat sui suicidi in Italia, che fino al fornivano, assieme ad altre voci maschi e femmine, Nord e Sud, livello culturale, mezzi di esecuzione , anche quella relativa al movente.

Dalla voce " movente " risultava - arrotondando le cifre - che su poco più di tremila suicidi l ' anno, per oltre mille il movente erano le " malattie " fisiche o psichiche: Un rapporto quantitativo molto simile si registrava per i tentativi di suicidio più di 3. In una nota dell ' agosto " I suicidi in Italia: E proprio in questa direzione ci sembra orientato uno studio recente dell ' Oms. I deputati si troveranno ora privi della sola serie di dati che consentiva di ragionare non in astratto su una ipotesi che a noi, non " addetti ai lavori " , sembra degna di valutazione.

Le saremmo grati se volesse consentire ai deputati di conoscere i dati degli ultimi anni sui moventi dei suicidi. Saviano doveva ritrattare oppure la Rai doveva assegnare un congruo tempo all'on. Maroni perché nello stesso luogo contestasse radicalmente le calunniose aermazioni dell'intellettuale campano. Grande spolvero e silenzio di Saviano. Passano pochi anni e giorno dopo giorno le granitiche asserzioni di Maroni vengono sbriciolate dalle incriminazioni e dagli arresti continui.

Oggi tutti sappiamo quale è la reale situazione della Lombardia quanto a corruzione. In un altro paese, di Maroni si vedrebbero solo le nuvolette al seguito del suo lanciarsi alla ricerca di un nascondiglio segreto su Saturno.

Giuseppe Alù Sono passati davvero pochi anni, caro Giuseppe, dal tempo in cui Roberto Saviano propose al grande pubblico di RaiUno la sua denuncia. Ministro dell'Interno, Maroni trattava con Gheddafi e Berlusconi la possibilità di sparare sui profughi che scappavano dalla Libia e chiedeva risarcimenti milionari a me, alla Concita De Gregorio e a l'Unita che parlava di queste sue scelte delittuose, Gheddafi veniva accolto trionfalmente a Roma da fanciulle in festa, Arcore era tutto un fiorire di cene eleganti, Bertolaso, Anemone e C.

A Milano, nel frattempo, quelli della Lega banchettavano tranquilli e non sempre sobri con i soldi trafugati ai colleghi di Roma "ladrona" inaugurando nuove forme "leghiste" di "società dei magnaccioni" e la sanità lombarda metteva a punto, sotto la regia di Comunione e Liberazione e dell'Opus non tanto Dei comitati d'aari.

Gli anni che sono passati da allora sembrano tanti oggi, penso, soprattutto per l'inverosimiglianza di storie che allora erano normali e che oggi sembrano impossibili e sono incredibilmente pochi, invece, meno di dieci, e il nostro paese è cambiato invece tanto da allora da non sembrare più lo stesso.

Anche se alcune persone sono rimaste le stesse, come Maroni. Per ricordarci forse che tutte quelle cose sono realmente accadute. Di quella realtà il Pirellone della Regione Lombardia, possiamo dirlo oggi con amarezza più che convinta, è rimasto come una testimonianza particolarmente significativa e forte.

Per colpa anche degli elettori che, senza lasciarsi impressionare più di tanto dal modo in cui era stata fermata dai magistrati l'esperienza precedente di Formigoni preferirono un candidato leghista ad Ambrosoli, un uomo perbene della cosiddetta società civile. Come ben documentato, in fondo, da molto tempo. Enrico Deaglio, Patria, , pagina Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato centro, ha aperto un conto corrente, ha un elegante libretto di assegni e un fido generoso presso la Rasini, una banca piccola, riservata con un inappuntabile funzionario di nome Luigi Berlusconi a sua disposizione, il papà del giovane industriale che Mangano ha protetto dalla mafia per tanti anni e che si sta per lanciare con entusiasmo dal mondo degli aari a quello della politica".

Diventando uno degli uomini più ricchi del mondo. Seguendo queste direttive è stato formulato Dimalosio Complex , un preparato a base di Psillio e Glucomannano, fibre naturali, arricchito con Lattulosio ed estratti vegetali, componenti attivi che agiscono in sinergia per "risvegliare" la corretta motilità intestinale senza irritare. Dimalosio Complex sveglia l'intestino pigro, usato con regolarità svolge un'azione come regolatore intestinale, favorisce la crescita della flora batterica ed aiuta a combattere quel fastidioso gonfiore addominale facilitando una normale evacuazione.

Dimalosio Complex lo trovate in Farmacia, disponibile in confezione da 20 bustine al gradevole gusto pesca. Più che semiserio, assai vero Luigi Ferrarella Piccolo manuale pratico di traduzione simultanea dal leghista all'italiano. Edito dalle intercettazioni e dai commenti di partito sull'inchiesta dei magistrati di Monza nella quale sono state arrestate 21 persone, tra le quali il presidente della Commissione Sanità della Regione Lombardia e "padre" della riforma sanitaria vantata dal presidente Roberto Maroni.

Va portata a casa ma anche perché Gli svizzeri che cazzo c'entrano? Non ti risolve la vita ma ti alleggerisce tutto. Detto della realizzazione di un ospedale pediatrico nello stato del Goya in Brasile, progetto di Regione Lombardia nell'ambito del quale agivano come figure istituzionali due degli arrestati. Detto del progetto degli indagati-intercettati di convincere una manager sanitaria di strutture ospedaliere della "rossa" Toscana a far gestire quattro centri alle società dell'arrestata imprenditrice di riferimento.

Detto dal leader leghista Salvini all'indomani del rinvio a giudizio del suo vice per peculato e falso nelle spese pseudo-istituzionali di consigliere regionale in Liguria. Detto da Maroni dopo l'arresto.

Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato per un finanziamento illecito alla Lega di milioni di lire dal gruppo Ferruzzi-Montedison. Il caso dei bollini blu simboli d'affidabilità Luigi Ripamonti Internet e i social media fanno bene alla salute? La domanda torna d'attualità dopo la scomparsa di Umberto Eco, secondo il quale i "social" davano parola a "legioni d'imbecilli". Nel campo della medicina la risposta, nello spirito di questa rubrica, è duplice.

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Il rischio è allora diventare lettori di informazioni a volte superficiali, a volte sbagliate, a volte deliranti o pericolose, generate da un'ignoranza che si accompagna non di rado a proporzionale sicumera, quando non a violenza verbale.

Diverse asserzioni "scientifiche" che circolano sulla Rete, pur avendo fondamenti fragilissimi, hanno, nondimeno, la capacità di inuenzare in modo profondo la coscienza collettiva, con conseguenze non solo sul piano individuale ma anche sociale e politico. Vale forse allora la pena soffermarsi su un problema di fondo.

Molti sostenitori del "superamento" del medico e dei mezzi d'informazione "ufficiali", fra cui i giornali con i loro siti, ritengono sia meglio fidarsi della libertà di un blogger piuttosto che della "casta" delle istituzioni e dei media "di regime". E potrebbe essere allora opportuno chiedersi come campano alcuni blogger o siti d'informazione "contro". Si potrebbe scoprire che talvolta sono molto meno affrancati da interessi di quanto non si sforzino di sembrare. E non si pensi solo o a forme di finanziamento più o meno facili da decrittare, ma anche ai vantaggi diretti e indiretti che possono derivare, per esempio, da un'affiliazione ideologica.

Lo stesso vale per alcune "star" dei social o di YouTube, la cui "ricompensa" potrebbe essere rappresentata non solo da introiti economici legati al traffico che producono per le piattaforme sui cui agiscono, ma, magari, anche solo dall'alimentazione del proprio ego, costi quel che costi agli altri. Non so chi l'abbia detto, ma dev'essere vero: Che aiuta a guarire Rossana Campisi Orazio, infermiere, osserva lo sguardo di Marina Abramovic durante la performance The Artist is Present in un video e pensa: Melissa, specializzanda di medicina, legge una pagina di Specie di spazi di George Perec e si rende conto che in ospedale la gente resta anonima come se quello fosse un non luogo, mentre ogni operatore avrebbe hobby e sogni da condividere.

Michele, medico dirigente, e Chiara, volontaria, fssano invece le mani di una massaggiatrice in un flm e ne sono certi: Siamo all'ospedale di Cremona, area oncologica.

Qui, venti operatori di ogni età sono stati a lezione di arte, letteratura, cinema: Gli scatti sono stati esposti al Museo Archeologico della città nella mostra La cura in un gesto perché rappresentano un patrimonio umano ed emotivo da condividere con tutti. Con l'uso della tecnologia in medicina si è persa di vista la capacità relazionale.

DiversaMente , per esempio, è un ciclo di lezioni tenuto da un docente di Filosofa morale che si conclude con la visione, al teatro Amilcare Ponchielli, dello spettacolo Due donne che ballano, basato sulla relazione tra una malata e la badante. Pronto come posso aiutarla? Al valore dell'empatia in ospedale credono anche i B. Livers nome che contiene tre signifcati: Gli ex pazienti hanno invece creato una band The B. Livers che si esibisce nella canzone Nuvola di ossigeno , scritta con Faso, il bassista di Elio e le Storie Tese, per raccogliere fondi per l'Istituto di Milano e la Fondazione Cleme.

Anche all'ospedale di Perugia la voglia di dare un volto più umano all'ospedale si traduce in progetti concreti: Ospedale aperto dà la possibilità di personalizzare gli orari dei pasti e i tipi di menù multietnici , di aprire le porte ai visitatori anche nei reparti di terapia intensiva, di tenere letture in pediatria, cineforum in psichiatria, cabaret nelle salette comuni.

Nell'Ospedale di Treviglio Bergamo , in collaborazione con il Tavolo salute mentale Valle Brembana e la parrocchia di Zogno si organizzano invece laboratori di scrittura autobiografca sul tema della sofferenza psichica rivolti a pazienti e parenti. Fra qualche anno la storia ci giudicherà per come abbiamo affrontato una delle crisi più gravi dell'umanità e anche l'Italia sta facendo qualcosa di straordinario, che dobbiamo avere il coraggio di rivendicare: Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato San Gallicano, la visita di Mattarella Lorenzin: Un primo ringraziamento, in ordine cronologico, va al personale dell'ambulanza, che ha saputo tranquillizzare mio figlio e me, non solo prestandomi le prime cure, ma anche tenendomi per mano e parlandomi durante tutto il percorso verso l'ospedale.

Il secondo ringraziamento va alla neurologa Susanna Almonti, che, con grande professionalità medica ed umana, ha saputo gestire una situazione non facile. Le sue cure e le sue parole, mi hanno riportato alla vita. Il terzo ringraziamento all'intero Reparto di Neurologia per i controlli e per la continua disponibilità della dottoressa Almonti e della sua infermiera a ricevermi, ascoltarmi, e a comunicarmi per telefono ogni appuntamento o eventuale spostamento.

Ottimo reparto e soprattutto ottimo personale! La malattia ci coglie sempre impreparati e mostra tutta la nostra immensa vulnerabilità, anche psicologica, com'è umano che sia. Roma ha tante isole di professionalità e di attenta dedizione professionale. È bello saperlo, e anche raccontarlo qui. Le Case della salute, nate per offrire una rete territoriale di cure primarie e di continuità assistenziale, raddoppiano.

Partite oltre un anno fa in sordina, nei weekend di febbraio hanno avuto oltre 55mila accessi. Un dato non certo trascurabile per la Regione che ora per allargare la rete ha messo a disposizione delle Asl cinque milioni e mezzo di euro.

Il progetto prevede che le nuove case della salute vengano distribuite tra Roma, area metropolitana, nella provincia di Viterbo e in quella di Frosinone e ad Aprilia.

Nella Capitale ne verranno aperte tre: Un rafforzamento vincente per il presidente del Lazio Nicola Zingaretti: Più tardi il ministro Lorenzin, al telefono, si esprime negli stessi termini.

La donatrice è la nonna, che ora alle Molinette soffre ma è raggiante: Ad accompagnare il ragazzino di quindici anni in arrivo da Catania per il trapianto di rene è arrivata tutta la famiglia: La nonna materna è la donatrice, una nonna giovane di appena 56 anni che nella camera della terapia intensiva delle Molinette è ancora sofferente per i postumi dell'intervento ma è raggiante perchè tutto è andato nel migliore dei modi: Il ragazzino si chiama Giovanni e dal suo letto le manda un bacio: Da un anno e mezzo era costretto a fare la dialisi con una qualità di vita che peggiorava ogni giorno di più.

Nonna Pina si è offerta di donare il rene, e subito sono partiti i controlli in Sicilia per verificare che ci fosse la compatibilità.

Per lei anche i complimenti del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che ieri sera l'ha chiamata: E il ministro ha voluto complimentarsi anche con Biancone e con i medici che hanno accompagnato nonna e nipote in questi mesi di attesa.

Da un mese tutta la famiglia si è trasferita a Torino in attesa del giorno fatidico. E ora genitori e zie si alternano al capezzale di Giovanni e di Pina. Ora nonna e nipote sono ricoverati nella terapia intensiva delle nefrologia del centro trapianto delle Molinette. La nonna non si lascia spaventare da taccuini e telecamere e ricostruisce le tappe di questa storia del cuore che ha portato un'intera famiglia a venire a Torino per stare accanto a Giovanni e ai suoi genitori: Alfio, il padre di Giovanni ci tiene a cogliere l'occasione per lanciare un messaggio: Quando l'attenzione mediatica è alta, insiste, i risultati arrivano: Subito dopo il numero delle donazioni era cresciuto moltissimo.

Non ricordo l'anno ma credo fosse il Il trapianto non era di quelli che richiedavano tecniche eccezionali o particolarmente innovative, precisa il direttore della nefrologia universitaria che esegue circa 15 interventi all'anno: Anche questa volta è il lavoro di squadra che fa la differenza. Il ragazzino era seguito dall'équipe pediatrica diretta da Bruno Gianoglio dell'ospedale Regina Margherita. L'intervento di prelievo del rene della nonna donatrice è stato eseguito in laparoscopia dagli urologi Paolo Gontero e Giovanni Pasquale della direzione di urologia di Bruno frea.

Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato e dell'urologo Omid Sedigh. Il papà del ragazzino con la suocera che ha donato il rene al nipote Foto: In arrivo anche un esposto alla Corte dei Conti QUANDO il futuro di un ospedale fa il suo ingresso nel campo di battaglia elettorale, allora capita quello che si è visto ieri mattina in corso Palestro: Una vera e propria parata davanti a medici, operatori, cittadini.

Il candidato dissidente e autonominato del centrodestra Roberto Rosso arringa il pubblico dicendo di voler portare il ministro della Salute Beatrice Lorenzin in via Juvarra nella sua prossima visita a Torino a maggio. Rosso è pronto a giurare che Lorenzin verrà perchè Alfano lo sostiene. Aggiunge pure che farà un esposto alla Corte dei Conti perchè faccia una verifica sull'opportunità di spendere 18 milioni di euro in una ristrutturazione recente per un ospedale che in realtà era destinato alla chiusura.

In corso Palestro c'è anche Gianluca Vignale, che da sempre non perde occasione per perorare la causa: C'è pure il vicepresidente del consiglio comunale Angelo d'Amico, che cerca di raccogliere consensi dicendo di aver chiesto un consiglio aperto: Per il Movimento 5 Stelle, da tempo contrario al trasferimento delle oculistiche al Giovanni Bosco e alla Città della Salute, si è presentato all'appuntamento il consigliere regionale Davide Bono: Un giudizio contrario al trasferimento arriva anche dalla prima Circoscrizione, dove un ordine del giorno firmato dal forzista Davide Balena è stato approvato a maggioranza, con il voto favorevole anche di alcuni esponenti del Pd.

L'ordine di scuderia che arriva da Palazzo Lascaris non raggiunge la base che milita sul territorio? Mentre i consiglieri regionali Pd da sempre contrari alla chiusura hanno evitato di farsi vedere per non sottolineare la contraddizione, il capogruppo democratico Davide Gariglio attacca Forza Italia: IL dialogo tra la Regione e la sanità privata è ripartito. Oggi è in programma un nuovo incontro in assessorato e Paolo Spolaore, co-presidente della commissione Sanità di Confindustria Piemonte, è ottimista: Cosa vi aspettate dall'assessorato alla Sanità?

Penso per esempio all'assistenza domiciliare integrata rivolta alle persone gravemente disabili e non autosufficienti. La giunta sta portando avanti una delibera che prevede di coinvolgere anche le "rsa", le residenze sanitarie assistenziali private. Altri punti di contatto? Se la giunta togliesse alla sanità privata le limitazioni ai budget che ci assegna per tutti i pazienti che arrivano da fuori regione, grazie alle nostre tecnologie avanzate saremmo in grado di rendere il Piemonte più attrattivo.

La salute delle persone andrebbe garantita da aziende pubbliche, con soldi pubblici. Tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private, appartengono a un sistema integrato, senza distinzioni. Quante volte noi medici nell'ultimo decennio ci siamo chiesti a proposito della macchina del fango costantemente rivolta a noi: Eccola adesso una possibile risposta. Complice una strategia di informazione non proprio benigna, da un decennio almeno vi è caccia alle streghe e di quella cosa orribile ha il furore con cui il popolo assiste alle esecuzioni senza interrogarsi sulla reale colpevolezza.

Anche i patiboli fanno gioco in questo senso ed abbassano il senso critico perché placano la rabbia; ma vi è sonno della ragione ed il popolo non vede che i ghigliottinati vengono dalle sue proprie fila. Del resto il problema è molto più profondo e non ha certo un respiro locale.

L'aziendalizzazione della sanità ed il risk management non salveranno il mondo ma sono sugli altari più che mai perché parte del capitolo sulla infallibilità ed onnipotenza della tecnica.

Questo capitolo inizia oltre un secolo e mezzo fa: Un filo rosso che arriva fin qui da noi: Un progetto che andrebbe corroborato dalla azione sinergica di informazione e politica. È il dictat del ministero al quale la Regione cerca di resistere in attesa di elaborare un piano ospedaliero diverso da quello previsto dal presidente-commissario-Caldoro.

Intanto la Corte dei Conti denuncia uno spreco annuo di 16 milioni per retribuzioni a primari considerati superflui e le Aziende si "arrabattano" nel tentativo di bilanciare i rischi politico-amministrativi con le contestazioni corporativo-sindacali.

Che il numero dei primari sia eccessivo è una realtà, ma il loro aumento indiscriminato non è solo frutto di "clientelismi d'annata" ma anche la conseguenza di necessità assistenziali e di soddisfacimento di legittime ambizioni. Sembra che nessuno si sia accorto che il cambiamento dei tempi ha prodotto un mutamento sostanziale della assistenza: A che serve oggi la figura del primario?

Una volta, in assenza di conoscenze scientifiche e tecnologiche, tutto era affidato alla capacità del medico. Il rigore metodologico, la soggettività nell'osservazione, l'esasperazione del ragionamento, la destrezza nella manualità, la decisione e la tempestività nelle soluzioni, l'intuizione il famoso intuito clinico nell'interpretazione dei fenomeni e degli eventi, erano gli elementi alla base della correttezza delle diagnosi e delle terapie.

Le differenze culturali e umane tra un medico ed un altro erano, quindi, i cardini su cui poggiava la sanità e i "grandi medici", non numerosi, si identificavano con "la Medicina".

Diventare primari, pertanto, era un segno distintivo di coloro che possedevano quel "quid" che faceva la differenza con i colleghi. Le cose sono completamente cambiate: La cura della salute, ai nostri giorni, è affidata a coloro che sono in possesso di conoscenze scientifiche adeguate, che sono capaci di utilizzare le moderne strumentazioni, che sono in grado di interpretare i risultati delle indagini, che sono capaci di impiegare le tecnologie all'avanguardia.

In pratica al medico oggi si richiede "di conoscere e non di intuire". Chiunque sa e sa fare è in condizione di svolgere con efficienza la professione. Pertanto, una vasta platea di medici è in condizione di erogare una buona assistenza e le differenze tra singole capacità professionali si sono ridotte.

Non a caso è nata e si è affermata la figura dello specialista. Questa evoluzione ha comportato che già da tempo, negli ospedali le funzioni tra i ruoli di primario, aiuto e assistente oggi indicati con nomi diversi siano mutate. Ecco perché accade che, al di là dei noti clientelismi, si inventino nuovi posti di primario al fine di soddisfare le legittime ambizioni di chi, per competenza e dedizione, merita indipendenza e dignità professionale. Una nuova organizzazione potrebbe prevedere l'abolizione dei primari e dei vecchi reparti e la costituzione di "veri" dipartimenti possibilmente d'organo ove far afferire gli specialisti e gli specializzandi, assegnando ai primi la piena responsabilità dei malati loro affidati - senza differenziazioni di grado - ed ai secondi le competenze di assistenti in formazione, secondo uno schema ampiamente collaudato nei paesi del mondo occidentale.

Il dipartimento dovrebbe essere diretto da uno specialista, "primus inter pares" al quale affidare le funzioni organizzative, regolamentari e disciplinari. Gli specializzandi, una volta completata la loro formazione possibilmente realizzata in ospedali diversi usciti dal dipartimento, concorrerebbero per ricoprire i posti liberi, nella specifica disciplina, sia nello stesso che in altri dipartimenti.

Questa soluzione, che richiede l'intervento del legislatore nazionale, con alcuni accorgimenti, potrebbe già essere sperimentata nella nostra regione. È pazza, dice cose false e senza senso e francamente non riesco a capire perché lo faccia. Non ha alcun motivo di vendetta nei miei confronti, io l'ho sempre aiutata e sostenuta. Forte della assoluta mancanza di riscontri alle pesantissime accuse rivoltegli da Veronica Panarello che lo ha chiamato in causa come l'assassino di suo figlio Loris, Andrea Stival, il nonno paterno del bambino ucciso a Santa Croce di Camerina il 29 novembre , mantiene ferma la sua linea di difesa.

Chiamato a rispondere per più di cinque ore e questa volta da indagato alle domande del sostituto procuratore di Ragusa Marco Rota, Andrea Stival ha negato su tutta la linea respingendo sdegnato le accuse di Veronica. Chiarimenti dati senza troppe difficoltà visto che, fino ad ora, nessuna delle accuse di Veronica ha trovato il minimo riscontro e sia la compagna di Stival, sia i suoi vicini di casa hanno confermato l'alibi dell'uomo che sarebbe uscito da casa sua ben dopo la presunta ora del delitto.

Sia Andrea Stival che la compagna, dunque, hanno ribadito che quella mattina uscirono di casa alle Andarono al bar a prendere un caffè, poi in farmacia, nel negozio di casalinghi di fronte casa di Loris e poi al supermercato.

Un percorso confermato, anche negli orari, da diversi testimoni risentiti nei giorni scorsi da squadra mobile e carabinieri. In particolare una vicina di casa di Andrea Stival, che era in balcone a fumare, ha testimoniato che vide Andrea Stival uscire di casa con la compagna alle Ma soprattutto a rendere poco credibili le parole di Veronica Panarello c'è l'assoluta mancanza di riscontro nelle immagini delle telecamere piazzate per le strade di Santa Croce di Camerina e che non riprendono mai, in nessun punto, Andrea Stival.

Nelle immagini l'uomo non si vede mai, non si vede entrare e uscire da casa di Loris, non si vede salire o scendere dalla macchina di Veronica, non si vede camminare a piedi lungo qualsiasi possibile percorso da casa sua a casa di Veronica. E le immagini riviste decine di volte non inquadrano mai in alcun momento nessun'altra figura a bordo della macchina guidata da Veronica. Negative anche le verifiche temporali che escludono, come racconta la donna, una deviazione ed una sosta per far scendere Andrea dalla macchina di ritorno dal canalone dopo aver gettato il corpo senza vita di Loris.

In assenza di riscontri la procura va dritta per la sua strada nel processo con il rito abbreviato che vede Veronica accusata di omicidio. La prossima udienza, prevista per il 17 marzo, slitterà.

Ieri il gup Andrea Reale ha concesso altri 40 giorni ai consulenti che stanno effettuando la perizia psichiatrica sulla donna. Torneranno a vederla in carcere per un'ultima seduta tra due settimane. Dopo 9 anni di attesa è il primo negozio ad inaugurare il Movicentro: I lavori per riadattare uno degli spazi sono terminati e sono pronti anche gli arredi. Collaudati anche gli ascensori del belvedere, panoramici e con dispositivi contro gli atti vandalici, mentre quello su corso Monviso, per accedere al sottopasso lungo 27 metri, entrerà in funzione successivamente.

Tutta l'area è controllata dalle telecamere della videosorveglianza. Ieri il municipio ha pubblicato un'indagine di mercato per affittare gli altri quattro locali commerciali nel Movicentro. Non sono indicati gli importi, ma le caratteristiche dei diversi spazi commerciali: Chi fosse interessato all'affitto ha tempo per segnalarlo, indicando l'attività prevista, fino al 6 aprile all'ufficio protocollo in via Roma Ammontano a 45mila euro i canoni di locazione di edifici pubblici che il piccolo Comune sul Gizio non ha riscosso.

Nella lista ci sono privati cittadini, ma anche ristoranti, pizzerie, società di servizi e persino la farmacia. Alcuni non versano la loro quota d'affitto da anni, altri l'hanno versata solo in parte, tutti, comunque, morosi senza che il Comune faccia niente per recuperare quanto dovuto.

Interessi non secondari, se si considera che alcuni devono pagare il loro canone da sette anni. Una situazione particolarmente spinosa. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Affitti: Nei tre i giorni, ad Antrodoco, Poggio Mirteto e Fara. Il nuovo bando indetto dallo stesso Centioni, al fine di assumere una nuova figura all'interno dell'aziende farmacie. Un bando la cui iscrizione scade il 31 marzo, ma che va in contrapposizione con un altro concorso già esistente, promosso dallo stesso presidente delle farmacie nel , con le stesse identiche finalità e che vede in graduatoria ancora sei persone in attesa di ricevere una chiamata.

Un bando le cui uniche differenze, riguardano i punteggi dati alle due prove. Se nel per la prova scritta si prevedeva 45 punti e 40 a quelli orale, in quella la cui scadenza per l'iscrizione è il prossimo 31 marzo i punteggi sono invertiti. Duro anche Rossi sulla questione: Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Bando per assumere un farmacista Corallini e Rossi: Un metodo che ha mostrato luci ed ombre.

La riforma non solo ha rivisto le direttive territoriali - sono nate le Asl e le aziende ospedaliere - ma ha anche prodotto nuove figure amministrative, con i direttori generali di nomina regionale.

Ai parlamentini locali - aggiunge Scanagatti - sono state tolte tutte le possibilità di intervento in favore delle Regioni. Restano i distretti socio sanitari che hanno qualche opportunità di scelta esclusivamente nel sociale.

Di fronte ai recenti fatti di cronaca, gli ultimi di una lunga serie, non basta chiedere scusa o dirsi arrabbiati. Occorre che Regione Lombardia torni a considerare la presenza del territorio nella gestione degli ospedali e che si affronti una volta per tutte il tema dei criteri di accreditamento con le strutture private e di esternalizzazione dei servizi. Davide Nicolussi, assessore a Vimercate e presidente del più ampio distretto socio sanitario della Brianza, 22 comuni per mila abitanti, aggiunge: Rimettiamo mano alla riforma.

È importante che si torni a dialogare con Ast ex Asl e con Asst ex aziende ospedaliere , realtà troppo sovente chiuse. Marco Alparone Fi sindaco di Paderno Dugnano e consigliere della Città metropolitana plaude alla riforma voluta dal Pirellone.

Sono critico sul nuovo "centrismo renziano" che vorrebbe riportare tutto a Roma. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Troppi scandali, la sanità è sotto accusa Scanagatti Anci: Dopo le bordate di Pier Paolo Rossi, che chiedeva al presidente della partecipata Centioni di dare chiarimenti sul perché fosse stato emesso un bando per la riforma della graduatoria da cui attingere per assunzioni a tempo indeterminato con un anno di anticipo sulla scadenza di quello precedente, ora tocca a Giovanni Corallini, consigliere di Forza Italia, tirare in ballo un altro bando.

Si tratta di quello emesso dalla partecipata per la ricerca di un farmacista collaboratore. La mozione, presentata dal primo cittadino del Carroccio, ha ottenuto il voto favorevole dalle forze di governo Lega, FdI, Forza Italia , dalla lista civica di Cosimo Sansalone e dal Movimento 5 Stelle.

Una relazione lunga qualche pagina quella che Rocchi ha letto e distribuito in aula. Una cronistoria impietosa delle politiche sovracomunali del Nord Milano. Non devo ricordare che quasi in tutti i casi queste realità sono fallite o sono in liquidazione. L'agenzia di sviluppo Milano Metropoli, il Consorzio trasporti pubblici, il Core per i rifiuti che ancora oggi gestisce il termovalorizzatore a Sesto.

L'elenco è lungo e non mancano gli accordi commerciali, come ha ricordato Sansalone: Ma i legami politici erano più forti della convenienza delle casse pubbliche. A settembre Città Metropolitana, senza un reale coinvolgimento, ha istituito sette zone omogenee: Lambro e tangenziale sono barriere, mentre l'asse del Naviglio Martesana è il collegamento naturale tra Cologno e comuni, come Vimodrone, Cernusco, Carugate. Poi i servizi usati dai colognesi: C'è chi mette in guardia il sindaco: